22 Giugno 2024
Esperienze

1° Giornata Mondiale dei Bambini: le riflessioni di una catechista

di Giuseppina Salvato

I bambini hanno bisogno di avere a fianco un adulto che gli sia vicino e abbia il coraggio di mettere in condivisione sé stesso e le proprie esperienze di vita senza maschere o pudori: condividere anche le debolezze incoraggia gli altri e dà forza e il coraggio di accettare le proprie puntando sulle risorse e sui doni che Dio ci ha dato, non per farne motivo di orgoglio e di vanto personale ma per aiutare gli altri e la testimonianza diretta o indiretta è la migliore catechesi.

Allo Stadio Olimpico vicino a noi c’erano due genitori che avevano portato alla GMB due loro bambine con gravi disabilità e di cui solo una in grado di interagire rispondendo agli stimoli delle carezze… Noi li guardavamo quasi paralizzati dalla compassione, dal non sapere dare loro altro che commiserazione e ammirazione per quei genitori che si occupavano di loro e le facevano partecipare all’evento.

In quel momento non sono stata in grado di fare nulla; solo una volta a casa ho pensato che avrei potuto far avvicinare loro i miei bambini e farle sentire veramente parte di quell’immenso gruppo di coetanei. Tutti i bambini vogliono giocare, essere amati ed accettati, valorizzati, condividere la gioia di stare insieme e che il bambino con handicap non vuole subire compassione per i suoi limiti ma essere apprezzato, come ognuno di noi, per quello che è e può fare.

La vera esperienza di Dio la facciamo stando insieme agli altri e ognuno di noi è una parola preziosa di Dio. È  quindi importante saper ascoltare ogni persona per non perdere nessuna Sua parola e provare la gioia che viene da Lui che è in ognuno di noi.

“Dio ci ha messi al mondo per gli altri “ ha detto S. Agostino.
Vicino ad ognuno di noi c’è qualcuno che può aiutarci quando siamo in difficoltà o quando ci sentiamo scoraggiati; per questo il santo di Ippona aggiunge “Sii con Dio come l’uccello che sente tremare il ramo ma continua a cantare sapendo di avere le ali”

Nella catechesi è importante dare spazio a tutti i bambini e valorizzarne i talenti e anche di chi ha un limite o un handicap deve avere di fronte alla classe il suo spazio e un ruolo non marginale.
Purtroppo spesso noi adulti ci poniamo di fronte ai bambini con la preoccupazione di trasmettere teorie e contenuti ma troppe volte non sappiamo leggere i loro linguaggi non sempre verbali.

Non a caso nei vangeli si legge che Gesù aveva una predilezione particolare per i bambini:

“Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli” (Mt. 19,14)

“Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse: «Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato» (Lc 9, 46-50)